Non solo. Questi “progressisti”, per il progresso degli italiani più giovani di loro, non hanno fatto nulla. Sono stati piuttosto loro ad aprire le porte alla precarietà senza tutele, loro a programmare, per chi ha cominciato a lavorare negli ultimi dieci anni, un futuro senza pensioni. Sono sempre loro che non hanno messo mano allo stato sociale per adattarlo alla nuova realtà del lavoro, a non aver fatto crescere il paese economicamente, a non trovare fondi adeguati per la ricerca, loro incapaci di fare una legge contro il conflitto di interesse. Ripetono ad ogni piè sospinto “siamo una forza di governo”, come per auto convincersene, come se non ci credessero neanche loro: a Berlusconi hanno fatto più male tre mesi di Fini che 15 anni di D’Alema.
lunedì 1 novembre 2010
Il Fatto Quotidiano � Blog Politica & Palazzo � Chi vuol essere rottamato?
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