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lunedì 5 marzo 2012
domenica 28 agosto 2011
Inedificabilità assoluta terreni colpiti da incendio
Inedificabilità assoluta terreni colpiti da incendio
I terreni boschivi colpiti da incendi non sono edificabili per almeno dieci anni, anche se alla norma che lo prevede non sia stata data attuazione attraverso la previsione di un apposito catasto. E’ questo il principio stabilito dalla V sezione penale della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27799 del 27.06.2003.
La Corte chiarisce che la L. 353/2000, recante “Legge-quadro in materia di incendi boschivi” ha profondamente modificato il regime dei luoghi adibiti a bosco, stabilendo, in caso di incendio, la assoluta inedificabilità per dieci anni.
La ratio della norma è da ricercare, a parere della Corte, nella volontà del legislatore di introdurre una disposizione di carattere eccezionale, per prevenire l'attività di piromani, spinti alla distruzione dei boschi per sfruttare nuovi terreni a fini edilizi. Detta disposizione, per la sua caratteristica di eccezionalità prevale sulle norme preesistenti nazionali e regionali, e produce conseguenze immediate anche sui terreni già colpiti da incendio. Infatti, al fine di rendere possibile in concreto l'applicazione del nuovo regime ai boschi già distrutti, è stata prevista la ricognizione dei terreni boschivi già incendiati, nei cinque anni antecedenti all'entrata in vigore della legge, con la costituzione di un apposito catasto, norma che tende a rendere applicabile il divieto, a tutti i terreni boschivi distrutti da incendi, inserendo un preciso dovere di ricognizione per gli amministratori pubblici.
I terreni boschivi colpiti da incendi non sono edificabili per almeno dieci anni, anche se alla norma che lo prevede non sia stata data attuazione attraverso la previsione di un apposito catasto. E’ questo il principio stabilito dalla V sezione penale della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27799 del 27.06.2003.
La Corte chiarisce che la L. 353/2000, recante “Legge-quadro in materia di incendi boschivi” ha profondamente modificato il regime dei luoghi adibiti a bosco, stabilendo, in caso di incendio, la assoluta inedificabilità per dieci anni.
La ratio della norma è da ricercare, a parere della Corte, nella volontà del legislatore di introdurre una disposizione di carattere eccezionale, per prevenire l'attività di piromani, spinti alla distruzione dei boschi per sfruttare nuovi terreni a fini edilizi. Detta disposizione, per la sua caratteristica di eccezionalità prevale sulle norme preesistenti nazionali e regionali, e produce conseguenze immediate anche sui terreni già colpiti da incendio. Infatti, al fine di rendere possibile in concreto l'applicazione del nuovo regime ai boschi già distrutti, è stata prevista la ricognizione dei terreni boschivi già incendiati, nei cinque anni antecedenti all'entrata in vigore della legge, con la costituzione di un apposito catasto, norma che tende a rendere applicabile il divieto, a tutti i terreni boschivi distrutti da incendi, inserendo un preciso dovere di ricognizione per gli amministratori pubblici.
Legge 21 novembre 2000, n. 353
"Legge-quadro in materia di incendi boschivi"
http://www.camera.it/parlam/leggi/00353l.htm
http://www.camera.it/parlam/leggi/00353l.htm
1. Le zone boscate ed i pascoli i cui soprassuoli siano stati percorsi dal fuoco non possono avere una destinazione diversa da quella preesistente all’incendio per almeno quindici anni. È comunque consentita la costruzione di opere pubbliche necessarie alla salvaguardia della pubblica incolumità e dell’ambiente. In tutti gli atti di compravendita di aree e immobili situati nelle predette zone, stipulati entro quindici anni dagli eventi previsti dal presente comma, deve essere espressamente richiamato il vincolo di cui al primo periodo, pena la nullità dell’atto. È inoltre vietata per dieci anni, sui predetti soprassuoli, la realizzazione di edifici nonché di strutture e infrastrutture finalizzate ad insediamenti civili ed attività produttive, fatti salvi i casi in cui per detta realizzazione sia stata già rilasciata, in data precedente l’incendio e sulla base degli strumenti urbanistici vigenti a tale data, la relativa autorizzazione o concessione. Sono vietate per cinque anni, sui predetti soprassuoli, le attività di rimboschimento e di ingegneria ambientale sostenute con risorse finanziarie pubbliche, salvo specifica autorizzazione concessa dal Ministro dell’ambiente, per le aree naturali protette statali, o dalla regione competente, negli altri casi, per documentate situazioni di dissesto idrogeologico e nelle situazioni in cui sia urgente un intervento per la tutela di particolari valori ambientali e paesaggistici. Sono altresì vietati per dieci anni, limitatamente ai soprassuoli delle zone boscate percorsi dal fuoco, il pascolo e la caccia.
sabato 5 marzo 2011
La necropoli salvata dal cemento. Accolto il ricorso, restano i vincoli
http://www.repubblica.it/cronaca/2011/03/05/news/necropoli_sardegna-13224033/?ref=HREC1-6
Il Consiglio di Stato ha accolto l'istanza della Regione Sardegna e di Italia Nostra confermando ciò che l'allora governatore Soru impose su cinquanta ettari punteggiati da migliaia di sepolture scavate dal VI secolo a. C. a Tuvixeddu, nel cuore di Cagliari. Annullata sentenza del Tar e quindi l'accordo per edificare nell'area un quartiere di lusso
Il Consiglio di Stato ha accolto l'istanza della Regione Sardegna e di Italia Nostra confermando ciò che l'allora governatore Soru impose su cinquanta ettari punteggiati da migliaia di sepolture scavate dal VI secolo a. C. a Tuvixeddu, nel cuore di Cagliari. Annullata sentenza del Tar e quindi l'accordo per edificare nell'area un quartiere di lusso
Il verde divorato dal cemento cancellata un'area come Bolzano - Roma - Repubblica.it
Il verde divorato dal cemento cancellata un'area come Bolzano - Roma - Repubblica.it:
Dal rapporto di Legambiente emerge che sono scomparsi 4.384 ettari di aree agricole tra la capitale e Fiumicino. E Roma registra il record italiano di sfratti nel 2009. 'E ora sono a rischio altri 9.700 ettari di territorio'"
Dal rapporto di Legambiente emerge che sono scomparsi 4.384 ettari di aree agricole tra la capitale e Fiumicino. E Roma registra il record italiano di sfratti nel 2009. 'E ora sono a rischio altri 9.700 ettari di territorio'"
Cemento pro-Comuni Così muore il territorio - Repubblica.it
Cemento pro-Comuni Così muore il territorio - Repubblica.it
Nello studio annuale di Legambiente "Ambiente Italia" i dati della cementificazione crescente che sta consumando il suolo e contribuisce a frane e smottamenti in condizioni climatiche difficili: "Ogni anno coperti 500 chilometri quadrati". In testa Lombardia, Veneto e Campania. Per le amministrazioni locali è un modo per incassare e coprire le spese correnti
Nello studio annuale di Legambiente "Ambiente Italia" i dati della cementificazione crescente che sta consumando il suolo e contribuisce a frane e smottamenti in condizioni climatiche difficili: "Ogni anno coperti 500 chilometri quadrati". In testa Lombardia, Veneto e Campania. Per le amministrazioni locali è un modo per incassare e coprire le spese correnti
venerdì 4 marzo 2011
Tuvixeddu, al Consiglio di Stato vince Soru: legittimi i vincoli paesaggistici introdotti dalla sua Giunta
Tuvixeddu. Il Consiglio di Stato conferma i vincoli imposti dalla Giunta Soru nell’area del colle e ribalta la precedente sentenza del Tar. Legittima la tutela introdotta con la garanzia del Ppr, perché di tipo paesaggistico e blindata anche dal codice Urbani. Sarà quasi impossibile poter edificare intorno alla necropoli. Potrebbe tramontare anche la strada che dovrebbe collegare via Cadello a via San Paolo
La notizia su La Nuova Sardegna: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sardegna/2011/03/04/news/il-consiglio-di-stato-blinda-tuvixeddu-foto-video-3595443
CAGLIARI. Hanno vinto Renato Soru e il suo governo regionale: il vincolo da 50 ettari su Tuvixeddu e Tuvumannu è pienamente giustificato dall'obbiettivo di tutelare non solo un bene culturale come la necropoli punico-romana ma un paesaggio storico arricchito dalla presenza di un'area archeologica.
Per la seconda volta dopo il caso Cala Giunco i giudici amministrativi supremi affermano che il Codice Urbani, interamente recepito dal Ppr, prevale su qualsiasi altro strumento di pianificazione locale e per la prima volta stabiliscono che la tutela del paesaggio inteso come un insieme storico-ambientale - prevista dalla Costituzione - deve venire prima di ogni altro interesse per quanto legittimo.
Ubicazione:
Cagliari, Italia
lunedì 21 febbraio 2011
Salvatore Settis a Rainews: Paesaggio, grande malato d'Italia
Paesaggio, grande malato d'Italia. Nel suo ultimo libro intitolato "Paesaggio Costituzione Cemento" Salvatore Settis descrive le tappe di quella che definisce una battaglia per l'ambiente contro il degrado civile. L'archeologo e storico dell'arte ha presentato il volume all'accademia dei Lincei a roma, sabina sacchi lo ha intervistato
Al minuti 6.38 cita la Sardegna come esempio negativo vista la volontà di annullare il Piano Paesaggistico Regionale fatto dalla Giunta Soru e dal fatto che a Tuvixeddu e Tuvumannu abbiano costruito su una necropoli punico-romana.
Link alternativo: http://www.rainews24.rai.it/it/video.php?id=22235
«Credo che pochissimi paesi al mondo abbiano costruito cose così brutte come gli italiani dopo la seconda guerra mondiale, eppure continuiamo a vantarci di essere tanti Michelangelo, tanti Bernini...»
Al minuti 6.38 cita la Sardegna come esempio negativo vista la volontà di annullare il Piano Paesaggistico Regionale fatto dalla Giunta Soru e dal fatto che a Tuvixeddu e Tuvumannu abbiano costruito su una necropoli punico-romana.
Link alternativo: http://www.rainews24.rai.it/it/video.php?id=22235
sabato 11 settembre 2010
Europa, l'aria è più pulita crollano le emissioni nocive
I sorprendenti dati dell'Agenzia per l'ambiente: anche a causa della crisi l'anidride carbonica è diminuita del 17,3. A un passo dall'obiettivo del 20% nel 2020 considerato irrealistico da Berlsuconi e Confindustria
http://www.repubblica.it/ambiente/2010/09/11/news/europa_l_aria_pi_pulita_crollano_le_emissioni_nocive-6980055/?rss
Sul tappeto c'è infatti la proposta - sostenuta innanzitutto dai big Francia, Germania e Regno Unito ma avversata da Roma - di portare l'obiettivo della direttiva europea per il 2020 a un taglio del 30%. Un ambizione che appare decisamente più adeguata agli ottimi risultati registrati sin qui e che il Wwf vorrebbe si spingesse fino al 40%.
http://www.repubblica.it/ambiente/2010/09/11/news/europa_l_aria_pi_pulita_crollano_le_emissioni_nocive-6980055/?rss
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sabato 18 luglio 2009
Dalla rete: La Sardegna sulla strada della Costa del Sol
Da Italians di Beppe Severgnini
http://www.corriere.it/solferino/severgnini/09-07-18/09.spm
La Sardegna sulla strada della Costa del Sol
Caro Beppe, la tua risposta a Paola Bernetti sulla Sardegna (http://www.corriere.it/solferino/severgnini/09-07-08/01.spm) mi ha fatto venire la pelle d'oca perchè vicino a Porto Pozzo (nel comprensorio denominato Li Lieri) abbiamo constatato la mancanza di scrupoli da parte di costruttori e proprietari terrieri che hanno ottenuto l'approvazione dal Comune di Tempio Pausania a progetti di sviluppo con cubature cittadine in ex-terreni agricoli senza le infrastrutture adatte (strade, acqua e fognature) e che dovrebbero essere tutelati dal punto di vista ambientale.
Come dici tu la Sardegna è il nostro magico Ovest, ma la realtà assomiglia piu al 'wild west'. Io vengo in Sardegna da quando ho cinque anni (sono inglese vissuta sempre tra Londra e Cambridge) e in questi ultimi trent'anni ho visto la strage dell'interno con sfruttamento di cave di granito che vengono poi abbandonate senza che il Comune obblighi i responsabili a restaurare queste zone. Il paesaggio in queste aree è stato irrimediabilmente distrutto e rassomiglia molto di più a una zona di guerra che all'interno di un'isola meravigliosa. Questa mancanza di etica amministrativa e di responsabilità ha anche prodotto un'esplosione di case per vacanze che nulla hanno a che vedere con le zone sulle quali sono costruiti.
Vorrei porre le seguente domande: hanno i Comuni un piano di sviluppo sul medio e lungo termine per il controllo e la gestione delle infrastrutture e dello sviluppo delle zone rurali? Come è possibile devastare l'ambiente naturale gallurese con case anche di 3 piani che vengono usate al più per un mese all'anno? Come dice la canzone di Joni Mitchell,'You don't know what you've got till its gone', è già troppo tardi in molte zone per rimediare al danno fatto, ma spero molto che queste tue pubblicazioni aiutino a rendere noto il problema e forzino le autorità competenti a riflettere su che tipo di Sardegna avrà piu valore per i Sardi nel lungo termine, non certo un versione della Costa del Sol spagnola.
Alessandra Perito, peritoa@hotmail.com
http://www.corriere.it/solferino/severgnini/09-07-18/09.spm
La Sardegna sulla strada della Costa del Sol
Caro Beppe, la tua risposta a Paola Bernetti sulla Sardegna (http://www.corriere.it/solferino/severgnini/09-07-08/01.spm) mi ha fatto venire la pelle d'oca perchè vicino a Porto Pozzo (nel comprensorio denominato Li Lieri) abbiamo constatato la mancanza di scrupoli da parte di costruttori e proprietari terrieri che hanno ottenuto l'approvazione dal Comune di Tempio Pausania a progetti di sviluppo con cubature cittadine in ex-terreni agricoli senza le infrastrutture adatte (strade, acqua e fognature) e che dovrebbero essere tutelati dal punto di vista ambientale.
Come dici tu la Sardegna è il nostro magico Ovest, ma la realtà assomiglia piu al 'wild west'. Io vengo in Sardegna da quando ho cinque anni (sono inglese vissuta sempre tra Londra e Cambridge) e in questi ultimi trent'anni ho visto la strage dell'interno con sfruttamento di cave di granito che vengono poi abbandonate senza che il Comune obblighi i responsabili a restaurare queste zone. Il paesaggio in queste aree è stato irrimediabilmente distrutto e rassomiglia molto di più a una zona di guerra che all'interno di un'isola meravigliosa. Questa mancanza di etica amministrativa e di responsabilità ha anche prodotto un'esplosione di case per vacanze che nulla hanno a che vedere con le zone sulle quali sono costruiti.
Vorrei porre le seguente domande: hanno i Comuni un piano di sviluppo sul medio e lungo termine per il controllo e la gestione delle infrastrutture e dello sviluppo delle zone rurali? Come è possibile devastare l'ambiente naturale gallurese con case anche di 3 piani che vengono usate al più per un mese all'anno? Come dice la canzone di Joni Mitchell,'You don't know what you've got till its gone', è già troppo tardi in molte zone per rimediare al danno fatto, ma spero molto che queste tue pubblicazioni aiutino a rendere noto il problema e forzino le autorità competenti a riflettere su che tipo di Sardegna avrà piu valore per i Sardi nel lungo termine, non certo un versione della Costa del Sol spagnola.
Alessandra Perito, peritoa@hotmail.com
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