sabato 22 gennaio 2011
mercoledì 3 novembre 2010
Il futuro, ora.
domenica 16 maggio 2010
[Dalla rete] Dite che il futuro è nelle nostre mani - Italians - Corriere della Sera
Dite che il futuro è nelle nostre mani
Caro Bsev, sbaglio o ci state lasciando un mondo che - piano piano, ma non troppo - sta raggiungendo il baratro? Voi - adulti - a noi - giovani. Tra crisi economiche (tempi difficili per le Borse, questi), crisi sociali (l'idea politica d'Italia vale da sola 1000 esempi), crisi spirituali (ma come?, le figure che dovrebbero fornirci fiducia e sicurezza in realtà ce le stanno togliendo?) e crisi naturali (ormai è inutile negarlo: siamo noi i responsabili, dalla Lousiana all'Antartide), questo non è certo il mondo ideale dove crescere/vivere. Ci dite che il futuro è nelle nostre mani, ma quando abdicherete al trono? Finora vedo tante critiche e pochi apprezzamenti verso coloro che cercano - inutilmente - di cambiare qualcosa. La realtà è che voi avete (ancora) in mano le redini della società, e passarcele vi risulta difficile; credete in una nostra incapacità, o è solo egoismo?
Edoardo Garonzi, nena19f@libero.itLa seconda che hai detto.
martedì 2 febbraio 2010
[Dalla rete] Eurispes: "I politici capipopolo che tolgono il futuro all'Italia"
Un Paese che non immagina il futuro
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"Un paese immobile, privo di idee e progetti, nel quale sembra che anche i soggetti che si propongono per guidare l'Italia futura siano in realtà più interessati a una transizione senza fine."
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"la nostra classe dirigente appare interessata solo agli equilibri di potere, a costruire e smontare alleanze, ad operare per il proprio esclusivo tornaconto, ad imbastire lucrosi affari, a difendere privilegi e vantaggi senza rendersi conto che l'intero sistema si sta progressivamente sfaldando".
Laurea senza valore. Invece di aiutare, il possesso di un titolo di laurea ha conseguenze negative sull'occupazione. Rispetto alla media fatta registrare dall'insieme dei paesi Ocse (32%), in Italia solo 16% degli occupati tra i 25 e i 34 anni è laureato. E per la popolazione tra i 15 e i 24 anni, il rischio di rimanere disoccupato "aumenta al crescere del titolo di studio". Ma questa non è una novità.http://www.repubblica.it/cronaca/2010/01/29/news/eurispes_2010-2117374/