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giovedì 28 aprile 2011

L’Europa rialza i suoi muri | Presseurop (italiano)

L’Europa rialza i suoi muri | Presseurop (italiano)
“Tutto era iniziato a Roma, con il trattato del 1957 che doveva garantire le quattro libertà europee, ovvero libertà di circolazione per beni, servizi, capitali e persone. Ed è proprio a Roma che si è iniziato a disfare l’opera di due generazioni di europei”, scrive La Tribune
[...]
Libération ricorda che
“la libera circolazione all’interno dell’Unione costituisce – su un piano diverso rispetto all’euro o al programma Erasmus – una della rivoluzioni che hanno trasformato la vita quotidiana di milioni di persone, che ormai vanno e vengono a loro piacere e senza visto. Ciò dimostra che l’Europa – spesso mostruosamente astratta e burocratica – sa anche accrescere sostanzialmente la libertà e trasformare quella che un tempo era mera utopia in altrettanti nuovi diritti per i cittadini degli stati membri. Questo è il significato dello spazio Schengen: un progresso storico e un avanzamento democratico, che vanno di traverso ai nazionalisti e agli opportunisti di ogni risma che sognavano di recuperare alla prima occasione gli attributi di sovranità dei loro stati-nazione”.

Lungomare d’Europa | Presseurop (italiano)

Lungomare d’Europa | Presseurop (italiano)

I paesi europei continuano a fare scaricabarile sulla responsabilità di accogliere le migliaia di immigrati provenienti dal Nord Africa.

venerdì 4 marzo 2011

Italians: L'Italia non è un paese per stranieri

http://www.corriere.it/italians/11_Marzo_04/L-Italia-non-e-un-paese-per-stranieri_9634d18c-45c8-11e0-be93-d37b38d5ef64.shtml

Caro Beppe,
non so bene come posso iniziare questa lettera. Prima vorrei presentarmi: io vengo dal Brasile, sono discendente d'italiani (sono anche cittadina americana, mia mamma è di Boston) e sono cresciuta in una città bella in mezzo ai monti vicino a Rio. Mi sono laureata e ho preso un master in America dove ho conosciuto mio marito (yes, italianissimo) e sono finita in Italia per alcuni anni. Ora siamo un'altra volta in partenza per motivi di lavoro, e io purtroppo non rimpiango questo fatto. La verità è che l'Italia non è un paese per stranieri. Sembra che una grande parte della popolazione qui sia presa in uno strano "time warp" dove vecchi pregiudizi si mescolano con una vita moderna. Spesso mi spavento a sentire i discorsi delle persone, magari fossero solo discorsi da anziani. Questi sono giovani, che citano Mussolini o parlano pieni di diffidenza verso il "diverso". Anche peggio, alcuni media (siano di destra che di sinistra) giocano e abusano degli stereotipi allo scopo di colpire bersagli politici e non vengano responsabilizzati. In America non li guarderebbe o comprerebbe nessuno, oltre alle migliaia di "law suits" che si scatenerebbero davanti ad un commento dispregiativo. Ma sarà che nessuno si rende conto di quando tutto ciò sia serio? Il fatto di essere stata straniera qua per un breve periodo è già stata dura, non riesco ad immaginare per le persone che sono qui come rifugiati e che non hanno prospettive di rientrare a casa. Io scrivo tutto questo per loro. Ormai, come ho detto, siamo già in partenza, ma vi chiedo sinceramente di aprire il cuore agli altri. I miei bisnonni sono partiti alla fine dell'ottocento dalla vostra penisola, e sono andati lontano alla ricerca di una vita più degna. Loro, hanno sofferto la tristezza profonda dell'esilio e non hanno mai rivisto la loro amata e lontana patria. Non lasciate che la stessa melanconia si ripeta qua, ormai siamo troppo avanti nel tempo per versare le stesse lacrime.  
Melissa Rossi,

martedì 25 maggio 2010

L'extracomunitario mal vestito mi ha dato 1 euro

L'extracomunitario mal vestito mi ha dato 1 euro

Caro Beppe, mi preme esprimere la mia meraviglia per un episodio che stamattina mi ha davvero lasciato da pensare. Come al solito sono arrivata a una fermata del treno regionale Roma-Viterbo, che prendo tutti i giorni, e immancabilmente la biglietteria era chiusa (nonostante gli orari affissi dicano 7,30 fino a non so che ora, e io arrivi sempre intorno alle 8,30), io non avevo monete per fare il biglietto al distributore (che oggi stranamente era funzionante) e quindi ho cominciato a elemosinare il cambio della mia banconota da 5 euro, ma la metà delle persone a cui ho chiesto mi ha quasi trattata da appestata, vai a capire perché. Chiedere gentilmente di cambiare dei soldi forse non si usa più. Era rimasta solo una persona a cui chiedere, alla quale mi sono avvicinata diciamo in maniera abbastanza titubante, perché era extracomunitario, sì lo ammetto, vestito non proprio bene, insomma per i soliti pregiudizi, e invece, sorpresa!
L'extracomunitario mal vestito mi ha dato 1 euro per comprarmi il biglietto. Ero senza parole, per un gesto che non mi aspettavo, e che è arrivato da chi proprio non avrei mai pensato potesse arrivare. Ho tentato di ridare al signore, ora ci sta, signore, almeno 50 centesimi, gli unici spicci che avevo, ma non ha voluto nemmeno quelli. Non faccio commenti, né considerazioni, né esprimo giudizi. Solo che la biglietteria deve rispettare gli orari indicati. E un grazie di cuore allo sconosciuto straniero. Raffaella Ciotola,

http://www.corriere.it/italians/10_maggio_25/L-extracomunitario-mal-vestito-mi-ha-dato-1-euro_57df77d8-6749-11df-a510-00144f02aabe.shtml