In Val Venosta, a Prato allo Stelvio vi è una cooperiva nata nel 1925 che gestisce una piccola centrale idroelettrica che ha reso indipendente il paese energeticamente (l'ENEL non voleva portare l'elettricità al paese), il surplus viene rivenduto nella rete nazionale permettendo nel 2009 un guadagno di 1 milione e 200 mila euro.
La cooperativa non è indirizzata a guadagnare ma a servire i soci che sono i cittadini del paese, il surplus infatti viene reinvestito INTERAMENTE; ogni anno gli amministratori rispondono in assemblea ai cittadini, ognuno di loro ha voce in capitolo.
La produzione di energia non è gestita né da un ente pubblico che magari spreca, né da un imprenditore che intasca il guadagno.
La filosofia che vi sta dietro è che è un servizio di fondo: la produzione di energia non è finalizzata al guadagno ma a produrre altra energia; non è indirizzata ma al capitale ma a far avere il servizio al prezzo più basso possibile alla qualità più alta.
Fonte: Report, puntata del 31 ottobre 2010
http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-9dbca710-20ea-42d0-b4c4-2cf34c2f54c0.html
Visualizzazione post con etichetta energia rinnovabile. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta energia rinnovabile. Mostra tutti i post
martedì 2 novembre 2010
giovedì 21 ottobre 2010
Sylos Labini > Problemi e prospettive dell’industria ecologica
Problemi e prospettive dell’industria ecologica
Il nostro Paese ha un’elevata dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili (gas, petrolio e carbone) che determina ogni anno cospicui deflussi di capitali (da 40 a 60 miliardi di euro in funzione dei prezzi del petrolio e del gas e del cambio $/Euro) con un impatto molto pesante sulla bilancia commerciale. L’espansione delle energie rinnovabili rappresenta un’opportunità non solo per ridurre la dipendenza dall’estero e l’inquinamento ma anche per promuovere lo sviluppo di un settore industriale che nel mondo, fino a quando non è scoppiata la crisi nel settembre 2008, ha registrato tassi di crescita impressionanti sul piano produttivo, occupazionale e finanziario.
D’altra parte, una maggiore quota di energia generata attraverso le fonti rinnovabili e un aumento dell’efficienza energetica rappresentano una strada obbligata per rispettare gli impegni europei al 2020 che impongono al nostro paese di coprire il 17% del totale del fabbisogno di energia primaria con le fonti rinnovabili, di ridurre i consumi totali del 20% e di abbattere le emissioni di anidride carbonica del 20%. In Italia una politica incentrata sugli incentivi alla domanda e incapace di aggredire la debolezza tecnologica del nostro sistema produttivo, se da un lato ha trainato l’espansione di elettricità da fonti rinnovabili, dall’altro lato ha alimentato la produzione dei paesi concorrenti, penalizzando l’occupazione e la bilancia commerciale. Per sostenere il rafforzamento dell’industria nazionale vi sono diverse strade che andrebbero intraprese e cioè: A. un più stretto collegamento tra la ricerca e la produzione; B. il coinvolgimento delle grandi imprese energetiche nei programmi di ricerca; C. l’aggregazione tra centri di ricerca e imprese e la costituzione di consorzi su progetti pilota; D. la messa a punto di un sistema di incentivi che colleghi la domanda con la produzione di nuove tecnologie energetiche, impianti e prodotti; E. un piano di investimenti per ammodernare e per ampliare la rete di trasmissione e di distribuzione dell’elettricità.
La politica industriale è importante anche in virtù del fatto che la programmazione del 2007 – 2013 metterà a disposizione circa 4 miliardi di euro di fondi europei per lo sviluppo delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica, di cui 3 miliardi nelle regioni convergenza e 1 miliardo di euro nelle altre regioni italiane (Leggi tutto).
http://www.syloslabini.info/online/?p=2778
http://www.manifestosardo.org/?p=5597
Il nostro Paese ha un’elevata dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili (gas, petrolio e carbone) che determina ogni anno cospicui deflussi di capitali (da 40 a 60 miliardi di euro in funzione dei prezzi del petrolio e del gas e del cambio $/Euro) con un impatto molto pesante sulla bilancia commerciale. L’espansione delle energie rinnovabili rappresenta un’opportunità non solo per ridurre la dipendenza dall’estero e l’inquinamento ma anche per promuovere lo sviluppo di un settore industriale che nel mondo, fino a quando non è scoppiata la crisi nel settembre 2008, ha registrato tassi di crescita impressionanti sul piano produttivo, occupazionale e finanziario.
D’altra parte, una maggiore quota di energia generata attraverso le fonti rinnovabili e un aumento dell’efficienza energetica rappresentano una strada obbligata per rispettare gli impegni europei al 2020 che impongono al nostro paese di coprire il 17% del totale del fabbisogno di energia primaria con le fonti rinnovabili, di ridurre i consumi totali del 20% e di abbattere le emissioni di anidride carbonica del 20%. In Italia una politica incentrata sugli incentivi alla domanda e incapace di aggredire la debolezza tecnologica del nostro sistema produttivo, se da un lato ha trainato l’espansione di elettricità da fonti rinnovabili, dall’altro lato ha alimentato la produzione dei paesi concorrenti, penalizzando l’occupazione e la bilancia commerciale. Per sostenere il rafforzamento dell’industria nazionale vi sono diverse strade che andrebbero intraprese e cioè: A. un più stretto collegamento tra la ricerca e la produzione; B. il coinvolgimento delle grandi imprese energetiche nei programmi di ricerca; C. l’aggregazione tra centri di ricerca e imprese e la costituzione di consorzi su progetti pilota; D. la messa a punto di un sistema di incentivi che colleghi la domanda con la produzione di nuove tecnologie energetiche, impianti e prodotti; E. un piano di investimenti per ammodernare e per ampliare la rete di trasmissione e di distribuzione dell’elettricità.
La politica industriale è importante anche in virtù del fatto che la programmazione del 2007 – 2013 metterà a disposizione circa 4 miliardi di euro di fondi europei per lo sviluppo delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica, di cui 3 miliardi nelle regioni convergenza e 1 miliardo di euro nelle altre regioni italiane (Leggi tutto).
http://www.syloslabini.info/online/?p=2778
http://www.manifestosardo.org/?p=5597
Iscriviti a:
Post (Atom)