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martedì 19 ottobre 2010

Così i servizi spiavano Pci e Msi: ecco le "veline" sulle attività degli 007 - Repubblica.it

Così i servizi spiavano Pci e Msi: ecco le "veline" sulle attività degli 007 - Repubblica.it
Tre documenti inediti indirizzati a Moro e trovati nell'Archivio centrale dello Stato documentano l'attività di spionaggio nei confronti dei due partiti. Le preoccupazioni maggiori venivano dai comunisti: "Hanno 300mila militanti pronti all'attività eversiva"
"Il terzo documento è un appunto telegrafico del 3 marzo 1970 e fa riferimento a una spia interna al partito comunista. "Fonte fiduciaria solitamente attendibile - così il Sid avvertiva Moro - riferisce che la Direzione Centrale del Pci, in coincidenza della rinuncia dell'incarico dell'onorevole Rumor, ha disposto il piantonamento delle sedi regionali, provinciali e di zona del partito, per tutto il periodo della durata della crisi governativa. Ha inoltre chiesto la segnalazione della presenza, fuori ordinaria residenza, di ufficiali dei carabinieri e della Ps". Il Pci temeva un colpo di Stato, ma i servizi segreti spiavano ogni loro mossa. E Moro sapeva tutto. "

sabato 16 ottobre 2010

Tuo nonno stava sul cazzo ai fascisti?

Archivio Centrale dello Stato > Casellario Politico Centrale

Da Repubblica.it
Con un semplice clic si può fare un viaggio nella memoria, rovistando tra i faldoni che raccolgono i nomi di tutte quelle persone che erano considerate nemiche dal regime fascista. Oltre 50mila nomi schedati come antifascisti nel Casellario Politico Centrale (CPC), consultabile in rete nel sito dell'Archivio di Stato. A togliere la polvere da questo archivio sconosciuto (on line dal 2006) è stato il collettivo di scrittori bolognese dei Wu Ming con un link lanciato qualche settimana fa dal loro profilo di Twitter. Con un rapidissimo passaparola che ha fatto il giro dei social network, il popolo della rete si è appassionato e anche commosso nella ricerca di un proprio nonno o parente etichettato per sempre come oppositore del regime. Nel CPC sono archiviati nominativi delle persone considerate pericolose per l' ordine pubblico, a partire dal 1894 ma va da sé che il servizio fu potenziato durante il fascismo, per un totale di 158mila nomi. La schedatura è di fatto la copertina di ogni fascicolo del CPC e comprende i dati anagrafici, l' appartenenza politica - si era marchiati come anarchico, socialista, comunista o repubblicano - il mestiere e le annotazioni di quali provvedimenti furono presi a seguito della segnalazione. Affinando la ricerca, si scopre che nella provincia di Bologna, territorio da sempre antifascista, sono nati 4637 antifascisti, che vi abitavano 3425 (nati e residenti 2798), di cui 89 donne, 20 di Bologna città, spesso denunciate e radiate per offese al capo dello stato. La soffitta virtuale nella quale cercare tracce di parenti è http://www.archivi.beniculturali.it/ACS/cpcindex.html, aprendo il cassetto "Ricerca". - GIORGIA OLIVIERI