Paolo Mieli non è d'accordo: "Chi ha la nostra età è sempre portato a ritenere che la civiltà è finita. Diffido di queste conclusioni, di quando si dice che i giovani sono ignoranti e non leggono, che prima era meglio. Si diceva anche della mia generazione, quella che ha fatto il '68. In realtà - dice Mieli - noi lasciamo ai nostri figli un patrimonio materiale e culturale di rilievo".
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