Gli operai tedeschi guadagnano il 40 per cento in più di quelli italiani, ma le nostre aziende pagano per loro quanto quelle tedesche. La differenza in busta paga è dovuta all’eccesso di tassazione del lavoro dipendente. Ecco un esempio che riguarda gli operai del confezionamento con identica qualifica e retribuzione reale di mercato. Netto e costo in Italia: 15.485-32.135 euro; in Germania: 21.409-33.931 euro. Il «netto» corrisponde a quanto effettivamente viene percepito in busta (come avviene in Italia, in Germania le trattenute le fa l’azienda e i lavoratori non hanno altro da pagare), il «costo», invece, è il totale di quanto spende l’azienda per lavoratore/anno. A pari costo per l’azienda, un dipendente tedesco prende un netto di quasi il 40% in più di uno italiano! Sono tutte tasse che paga in più il collaboratore, l’azienda e comunque, alla fine, tutti noi cittadini e consumatori. Questo è un esempio delle tante cose che non vanno: è facile capire perché l'Italia non è competitiva.
sabato 11 settembre 2010
Il costo del lavoro - Lettere al Corriere della Sera
Il costo del lavoro - Lettere al Corriere della Sera
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