[...]Vi furono atti di crudeltà e massacri? Certamente, ma si trattò soprattutto di rappresaglie condotte nel furore della guerra dopo l’attentato contro i bersaglieri nell’oasi di Sciara Sciat. Non vi è potenza coloniale, d’altro canto, che non abbia reagito brutalmente alla resistenza della popolazione locale. La Francia in Algeria, la Gran Bretagna ad Alessandria d’Egitto, in Sudan e in Sud Africa, la Germania nell’Africa del sud-ovest, gli olandesi in Indonesia e gli spagnoli in Marocco, furono in molte occasione spietati. Commetteremmo un errore, infine, se non ricordassimo che la brutalità dei conquistatori fu per molti aspetti il paradossale risultato di un certo idealismo colonialista. Le società europee erano convinte che l’Occidente avesse il dovere morale di portare la civiltà al mondo e il diritto di punire severamente coloro che preferivano continuare a vivere nell’oscurità della barbarie. Oggi queste convinzioni ci sembrano assurde. Ma siamo sicuri che l’Occidente ne sia completamente libero? A giudicare da ciò che è accaduto nell’ultimo decennio in Afghanistan e in Iraq, direi di no.
giovedì 6 gennaio 2011
L'ITALIA E LA GUERRA DI LIBIA IL CENTESIMO ANNIVERSARIO - Lettere al Corriere della Sera
L'ITALIA E LA GUERRA DI LIBIA IL CENTESIMO ANNIVERSARIO - Lettere al Corriere della Sera
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