Dai commenti:
"Se si guarda agli ultimi dati disponibili, luglio 2010, resi pubblici dalla Banca d'Italia, i titoli di Stato sono in mano ad operatori esteri per il 52,5%. Il sistema bancario e finanziario ne detiene il 37,6% e gli altri residenti (prevalentemente le famiglie) il 9,9% (nel 2002 ne detevano il 28%)."
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"La forma di "controllo" che un paese come la Cina potrebbe esercitare su di un paese di cui avesse comprato una frazione non trascurabile del debito pubblico è quella di minacciare di non ricomprare più i titoli alla loro scadenza.
Il rapporto del debito rispetto al PIL dà un'idea della sostenibilità della situazione debitoria. Il PIL viene preso come proxy dell'andamento atteso del "reddito" dell'indebitato, ossia dell'andamento delle entrate fiscali. Ma gli interessi si pagano sul debito effettivo. Se si vuole smettere di pagare così tanto si deve – a parità di tassi di interesse – ridurre la consistenza del debito pubblico e questo richiede un avanzo di bilancio. L'Italia non ha mai avuto un avanzo di bilancio negli ultimi cinquanta anni. Nel 2008, prima dello scoppio della crisi, nove paesi europei avevano un avanzo di bilancio.
E' chiaro che la disponibilità di risparmio domestico facilita il finanziamento del debito pubblico, ma dubito che questo fattore possa avere un grande peso. Il vantaggio deriva dall'inerzia dei risparmiatori nazionali che per abitudine continuerebbero a comprare titoli emessi dal proprio governo. Se si cominciasse a temere qualcosa di serio sul debito pubblico italiano, non vedo eroi che continuerebbero a comprare BOT contro il loro interesse."
-----Il rapporto del debito rispetto al PIL dà un'idea della sostenibilità della situazione debitoria. Il PIL viene preso come proxy dell'andamento atteso del "reddito" dell'indebitato, ossia dell'andamento delle entrate fiscali. Ma gli interessi si pagano sul debito effettivo. Se si vuole smettere di pagare così tanto si deve – a parità di tassi di interesse – ridurre la consistenza del debito pubblico e questo richiede un avanzo di bilancio. L'Italia non ha mai avuto un avanzo di bilancio negli ultimi cinquanta anni. Nel 2008, prima dello scoppio della crisi, nove paesi europei avevano un avanzo di bilancio.
E' chiaro che la disponibilità di risparmio domestico facilita il finanziamento del debito pubblico, ma dubito che questo fattore possa avere un grande peso. Il vantaggio deriva dall'inerzia dei risparmiatori nazionali che per abitudine continuerebbero a comprare titoli emessi dal proprio governo. Se si cominciasse a temere qualcosa di serio sul debito pubblico italiano, non vedo eroi che continuerebbero a comprare BOT contro il loro interesse."
"Non per complicare i grafici (ben fatti), ma sarebbe interessante completarli mettendo a confronto gli anni 96-01 e 01-06, magari evidenziando a parte l'avanzo/disavanzo primario, per poter osservare che ogni volta che Tremonti governa, i numeri peggiorano (provare per credere): abbiamo un genio, insomma!!"
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