Vale la pena ricordarli: sono i dati forniti da Tullio De Mauro, e ci dicono che cinque italiani su cento fra i 14 e i 65 anni non sanno distinguere una lettera o una cifra dall’altra. Trentotto lo sanno fare, ma riescono solo a leggere con difficoltà una scritta. Trentatre non riescono a leggere un testo scritto che “riguardi fatti collettivi”. Un quotidiano, per esempio. Solo il 20 per cento degli italiani, secondo De Mauro (che a sua volta si riferisce a studi internazionali) possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura e scrittura per orientarsi nella società.
Lo so, ne ho già parlato.
Ma i dati mi tornano in mente quando leggo di episodi sicuramente minimi ma inquietanti. Uno, per esempio: perchè il nuovo cd della vincitrice di Amici deve essere presentato in anteprima in una scuola media di Roma?
http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2010/10/22/i-soliti-dati-e-una-domanda/
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