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Cagliari, 20-10-2010
Non sono preoccupanti le condizioni dell'agente della polizia di Stato, del Reparto Mobile, ferito ieri alla mascella durante gli scontri con i pastori in via Roma a Cagliari. L'agente resta in ospedale con la mandibola fratturata da un colpo di ringhiera durante i tafferugli. Il casco gli ha salvato la vita ma il colpo lo ha raggiunto anche nella parte non protetta. L'agente è stato colpito anche da un sasso.
Provocatori
"I disordini di ieri sono stati provocati da infiltrati che poi abbiamo cacciato via", è il racconto di Filippo Gioi, uno dei coordinatori della manifestazione del Movimento pastori sardi culminata con gli scontri in via Roma a Cagliari tra allevatori e forze dell' ordine. Gioi precisa di avere visto persone che lanciavano bottiglie, "che noi pastori non abbiamo riconosciuto come dei nostri". Anche oggi prosegue l'occupazione della sala della Commissione Bilancio nella sede della Regione Sardegna da parte di un gruppo di allevatori.
La prima volta
"Era la prima volta che venivo a Cagliari e mi sono sempre tenuto lontano dalla prima fila dove il clima era più teso". L'allevatore Roberto Fresi, di 43 anni, di Valledoria, paese del sassarese, ha i ricordi nitidi di quanto accaduto ieri a Cagliari davanti alla sede del Consiglio regionale. "Per tutto il pomeriggio vi erano stati dei tentativi di alzare il tono del confronto ma non da parte nostra. La mia unica arma era un fischietto", ha aggiunto Fresi secondo il quale sono stati esplosi alcuni lacrimogeni ad altezza d'uomo, "io l'ho visto nitidamente chi mi ha sparato, anche se non so dire se sia un poliziotto o un carabiniere, si trovava a circa venti metri da me. Ho sentito il colpo e poco dopo son caduto".
Questa notte il chirurgo di turno al Pronto soccorso nel Reparto di Oculistica ha dovuto lavorare per oltre due ore per cercare di salvare l'occhio dell'allevatore sassarese ma i medici non hanno ancora sciolto la prognosi né possono dire se l'uomo riacquisterà la vista. "Spero che questa brutta cosa che mi e' successa - ha concluso Fresi - serva comunque a far capire le nostre ragioni, perché nelle campagne stiamo letteralmente morendo. Adesso sta venendo a trovarmi mia moglie perche' i miei figli devono restare in paese per accudire le pecore nell'azienda. La colpa di quanto mi e' successo in ogni caso è dei politici che sono sordi alla nostra disperazione. Mentre sia tra le forze dell'ordine sia tra i pastori ci sono le brave persone e gli esaltati".
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