domenica 24 ottobre 2010

Il populismo che premia i ricchi > In un altro paese - Blog - Repubblica.it

Il populismo che premia i ricchi > In un altro paese - Blog - Repubblica.it
Come spiegare il forte vantaggio dei repubblicani e il sorprendente successo dei candidati benedetti dal cosiddetto Tea Party nei sondaggi poco prima del voto per un nuovo Congresso americano in meno di due settimane?
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Quello che sembra molto meno comprensibile è che i politici che saranno premiati dalla rabbia populista di persone che rivendicano i diritti dei cittadini di Main Street contro i banchieri di Wall Street saranno i repubblicani, che faranno una politica economica quasi sicuramente disastrosa per l’elettore medio sfiduciato.
Vale la pena di guardare alcuni dati storici. Alla fine dell’amministrazione Bush, la disuguaglianza economica negli Stati Uniti ha raggiunto livelli mai visti dal 1917, superando perfino i livelli del 1928 (anno precedente al crollo del 1929. Nel 2007, il 10% più ricco degli americani ha guadagnato 49,6% del reddito complessivo del paese e il 20% con il reddito più alto possedeva l’84% delle ricchezze del paese.
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Eppure, molti elettori del Tea Party sono convinti di fare una battaglia contro i poteri forti dei grandi centri finanziari in nome degli “uomini piccoli e dimenticati”. Uno studio recente dimostra che gli americani sono male informati sul livello di disuguaglianza economia del loro paese. Quando gli e’ stato chiesto che percentuale della ricchezza nazionale possedeva il 20% più ricco, hanno risposto il 59%, quando il dato reale è l’ 84%. Quando gli è stato chiesto quale sarebbe secondo loro una proporzione più giusta hanno risposto il 32%, che metterebbe gli Stati Uniti nella posizione della Svezia. Eppure si grida contro il cosiddetto socialismo di Obama che consiste in realtà in misure molto tiepide per ristabilire alcuni elementi di equità.

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