Il punto nodale mi sembra questo: i privati che investono hanno un rendimento assicurato; in pratica, il «rischio d'impresa» è nullo. Ma se non ci sono né rischio né concorrenza (una volta ottenuta, la concessione garantisce, di fatto, un monopolio), a cosa serve far entrare i privati? Inoltre, la remunerazione del 7% è assicurata in qualsiasi modo il capitale sia stato investito; non vi è alcuna garanzia che gli investimenti servano davvero a ottimizzare il servizio. Di nuovo, qual è il beneficio per gli utenti?
venerdì 10 giugno 2011
Il vero �nodo� dei referendum sull'acqua - Italians - Corriere della Sera
Il vero �nodo� dei referendum sull'acqua - Italians - Corriere della Sera
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