giovedì 7 aprile 2011

Il siciliano si studierà a scuola Ma gli scrittori bocciano la legge - Palermo - Repubblica.it

Il siciliano si studierà a scuola Ma gli scrittori bocciano la legge - Palermo - Repubblica.it
Camilleri: "Abbiamo una lingua, l'italiano, che al 90 per cento è stata l'artefice dell'unificazione del Paese, e dobbiamo salvaguardarla. I dialetti sono una grande risorsa per la lingua madre e tali devono restare. Esistono solo perché c'è un idioma condiviso da tutti. Ad esempio, invece di saccheggiare le lingue straniere, basti vedere l'abuso di anglismi oggigiorno, potremmo attingere ai nostri dialetti per innervare l'italiano e per salvare la nostra memoria. Ed è quello che io faccio nei miei romanzi"."
[...]Ruffino, che all'Università argentina di Rosario sta mettendo a fuoco una disciplina sulla cultura siciliana, aggiunge: "Lo studio del dialetto e della nostra identità deve attraversare ogni disciplina, deve coinvolgere, oltre alla storia e alla lingua, anche le scienze e il resto".

L'onorevole D'Agostino è convinto che la legge verrà approvata entro l'estate: "Non comporta alcun aggravio di spese - dice - e poi c'è una convergenza trasversale in aula. Tra l'altro, senza stravolgere nulla, potremmo usufruire del 20 per cento del monte ore scolastico che la legge Moratti prevede per l'autonomia didattica dei vari istituti. Questa legge ci consentirà di conoscere meglio la Sicilia, la sua lingua e di approfondire alcuni aspetti controversi della nostra storia. La storia, a cominciare dall'Unità d'Italia, non è come ce l'hanno raccontata, ed è giusto quindi agire per riappropriarci di quel che ci spetta".

Argomenti che suscitano il dubbio di Consolo: "Non è che con questa legge si vuole aprire una breccia per dare la stura a un pernicioso revisionismo?". 

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