sabato 15 maggio 2010

[Dalla rete] Lettere al Corriere: Le scelte individuali

Lettere al Corriere: Le scelte individuali
Caro Romano, a mio giudizio nel fondo «Il significato di una Festa» lei non ha messo sufficientemente in risalto che molte scelte sulla parte con cui militare erano solo dettate da motivi geografici. Nel 1944 i giovani residenti nel settentrione, a meno che non avessero contatto con la resistenza, non avevano altra scelta che obbedire all’ordine di arruolarsi nell’esercito della Rsi. Al momento dell’armistizio per molti soldati italiani—ricordo casi di giovani che successivamente si unirono ai partigiani— il nemico non era tedesco, ma inglese. E mi chiedo anche quanti giovani residenti nel Sud abbiano, per convinzione politica, attraversato le linee per andare a combattere nelle file della Rsi.
Giorgio Szegö, Roma, |
È certamente vero che la «geografia» ebbe nelle scelte individuali, dopo l’8 settembre, un parte molto importante. Uno dei primi a scriverlo fu, dopo la guerra, lo scrittore Nuto Revelli, autore, tra l’altro, de «La guerra dei poveri» e «La strada del davai».

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